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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - ONLUS / Sezione di Lucca
 

Relazione finale progetto "I bambini nella scuola: come vedono?"

 

Il progetto “I bambini nella scuola: come vedono”, ha avuto il suo svolgimento secondo il calendario di seguito riportato:

 

Gli oculisti e gli ortottisti hanno in totale visitato 792 bambini, 138 (17% circa) dei quali hanno manifestato delle anomalie oculari, alcune delle quali già riscontrate e tenute sotto controllo dagli specialisti di fiducia, la maggioranza invece non ancora osservate.
I risultati sono stati repentinamente trasmessi ai rispettivi dirigenti scolastici, in modo che tale screening potesse permettere un più approfondito esame delle irregolarità riferite e una loro preventiva cura.

 

Sin dall’inizio, con la grande consapevolezza della validità e dell’importanza di tale progetto, sono state messe in campo tutte le nostre forze per coordinare la disponibilità dei vari istituti con quelle del personale medico, affinchè prendesse vita; siamo arrivati all’ultima lezione del 16 maggio u.s. e siamo soddisfatti dei risultati ottenuti.

 

Il camper attrezzato della IAPB (Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità) per le visite oculistiche è sempre stato presente nei vari incontri.

 

Il progetto prevedeva un duplice impegno: da un lato le visite oculistiche rese possibili dalla disponibilità del personale medico oculistico delle ASL 2 e 12, e dall’altro un confronto con gli stessi bambini circa la disabilità visiva.

 

I bambini hanno dimostrato, nonostante la loro tenera età, una lodevole maturità nell’affrontare il controllo oculistico e altrettanto encomiabile disciplina, attenzione e partecipazione alla discussione.
Il nostro personale composto da due psicologhe e da alcuni rappresentanti dell’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti di Lucca hanno portato all’attenzione dei piccoli la problematica della disabilità ed in particolare di quella visiva, spiegando loro l’importanza della prevenzione, ma anche cercando di trasmettere loro il valore della solidarietà, dell’uguaglianza e della comprensione. Inoltre si sono sottoposti alle innumerevoli domande poste dai piccoli ascoltatori rispondendo non solo a parole ma dimostrando loro come sono possibili varie soluzioni ai problemi che normalmente un cieco incontra: il bastone bianco ed il cane guida per la mobilità, le sintesi vocali per l’uso quotidiano di cellulari e computers, applicazioni per il riconoscimento di colori, oggetti, banconote, ecc.
Difficile stabilire quanto resterà dei discorsi, dei concetti, delle problematiche trattate, ma l’importante, oltre all’oggettivo valore della prevenzione come atto indispensabile per il riconoscimento e la cura di problemi spesso silenti ma alla lunga deleterei, è che questa nuova generazione sia venuta a contatto con una diversa realtà, si sia confrontata, vi abbia interagito e che tale contatto possa in futuro portare a comportamenti non xenofobi e razzisti.

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